Nonna, mi dai 200 lire che voglio fare una partita?

Quello sgabello è mio, pensai tra me e me, fissando il tizio che era vicino al Williams (flipper).flipper

Preso, trascinato facendolo strisciare con spocchia, su 2 gambe, sfilo le 200 lire e le inserisco spingendo per far sì che facciano rumore alla fine del loro percorso in fondo alla gettoniera. Ci siamo

1 coin 1 play!!!!

Seleziono rigorosamente Ken e via! Botte da orbi contro Edmond Honda, il primo avversario!!edmond honda

Quanti di voi vorrebbero rivivere quelle emozioni? Quello era il mitico Street Fighter II della Capcom e l’anno il 1992.

Che carica emotiva a rievocare quei momenti dell’adolescenza passati in sala giochi o al bar, oppure davanti al mangiacassette del fido Commodore 64 mentre caricava un surrogato, mal fatto, del titolo che giocavate la sera fuori! ma sì, era bello ugualmente… (grafica pessima 🙂 )

Tutti vorremmo rivivere quei momenti, fare una partitina con l’amico oppure un torneo, ma non si trovano più quei giochi lì: Super Mario, Bubble Bobble, il Pulcino (The Newzealand Story…)

Fermi lì!

Invece è possibile!  Certo che è possibile!

Il mio sogno personale l’ho realizzato nel 2004, facendomi donare da Paolo della Golden Boys di Igea, un cabinato intero in disuso.

Preso possesso ecco la trafila di azioni per realizzare il sogno.

Sventrato.

Posizionato un pc all’interno e collegato alla gettoniera, ed ai tasti della plancia quelli per giocare, tramite una procedura di microsaldature al chip di una tastiera ps2 (e per evitare il famoso fenomeno di ghosting; avete presente quel bip che si sente schiacciando più tasti tutti assieme sulla vostra tastiera del pc? non vi dico che fatica per assegnare i vari tasti dei giocatori alle lettere della tastiera mappandola tramite una matrice calcolata a mano… si perché, giocando in 2, non doveva fare biip pigiando i tasti, sennò si impallava e non prendeva i comandi impartiti, un calcio un pugno o il salto o lo sparo per intenderci… un manicomio)  è Più CHIARO Direttore?

Trovato un monitor da 25 pollici VGA che supportasse tutte le risoluzioni di tutti i giochi e di tutti gli emulatori (si chiamano così i programmi opensource che permettono di caricare i “romset” cioè i giochi originali, trasformati in files attraverso una proceduta che si chiama “dumping”).

Configurato il pc e gli emulatori a dovere, e voilà, il gioco è fatto, o meglio, il videogame è pronto per essere giocato.

Dirlo qui,  si fa presto ma per portarlo a termine mi ci sono voluti 4 mesi di lavoro….

E questo solo per quanto riguarda l’hardware.

Per i programmi ovvero gli emulatori, in Italia abbiamo il vanto di avere il creatore del MAME (Multiple Arcade Machine Emulator).

Il mio vecchio cabinato
Il mio vecchio cabinato

(vi prego non fate l’errore di storpiarne il nome pronunciandolo e inglesizzandolo in MEIM, perché si legge come si scrive MAME.. vi prego non fatevi sentire!!)

Il più grande e compatibile progetto opensource al quale oggi collaborano migliaia di persone in tutto il mondo, per l’adattamento, il dumping ed il perfezionamento dei romsets, etc, che hanno permesso di riportare in vita e trasformare in software giocabile comodamente da casa, ciò che un tempo era scheda elettronica di lusso da bar!!!!

Un grazie davvero grande al mitico Nicola Salmoria, il primo sviluppatore del MAME che presentò nel ’96 la propria tesi di laurea per spiegare il reverse engineering (si perché il dumping delle schede è un vero e proprio processo di reverse engineering).

Lui è considerato una vera e propria divinità dall’animo nobile, si perché ha reso il tutto “open source” (privo quindi di qualsiasi guadagno): ma vi rendete conto?!

E così tutto ha preso il via: lo Snes per i giochi del Super Nintendo, il KEga, per Sega megadrive e Master System, l’epsx per la playstation 1, il Mitico Daphne per i Laser Disc, vi ricordate Dragon’s Lair o Vegas Battle!! Che audio che avevano i Laser disc Pioneer eh!! Veri prodotti da collezione oggi.

il Winuae per l’Amiga, l’ultra 64 per Killer instinct etc etc etc..

Fatto sta che che nel 2004 ho completato questa bestia qua. Ora ho il monitor in riparazione e spero che alla Microtech di Bellaria, il mitico Stefano abbia la pazienza e la voglia di darmi una mano perché sono disperato!! Sì, perché supporta le risoluzioni native ed è a tubo catodico, ciò che rende lo spirito retrogaming fedele.

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Ma non è finita qui. Ora, in realtà l’anno scorso, assieme ad un vecchio amico di forum ed un grafico, abbiamo fatto un altro step

verso la divulgazione di questo progetto rendendolo fruibile a tutti (abbiamo lavorato perché ognuno possa averlo a casa propria)

Eccolo qui: il cabinato arcade da tavolo il “bartop” o “weecade”!

Monitor da 19 pollici lcd, programma di precariamento con selettore alle console ed ai videogiochi (facilissimo da usare), pc interno con 250 gb di romsets praticamente tutti i 10.000 videogiochi che si conoscono, originali e non, anni ’70/’80/’90! Fantastico, no?

Un vero e proprio complemento d’arredo, rifinito, di prestigio, legno multistrato tagliato alla CNC, laccato, vetrofania applicata, grafiche, supporti in gomma, controller di prima scelta indistruttibili!

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È figo o no?

Ma soprattutto è già configurato! Basta accenderlo, scegliere la console ed il videogame, e via, pronti al gioco!

Ve le immaginate le sere d’inverno con gli amici in casa a fare ore e ore di partite? Bhe ora si può!

In realtà, sia chiaro, non abbiamo inventato nulla. Tanti appassionati capaci se li costruiscono già da anni, e, in USA c’è addirittura una rubrica settimanale (un programma televisivo di 2 ore) che tratta di questo:

materiali, controlli, procedure, migliorie curiosità etc…

Ma averlo pronto, qui e utilizzabile da chiunque…. Beh, è impagabile. Ovviamente costa un po!

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