Silvio Canini mostra a Rimini il suo mare … che non c’è

Nella giornata di oggi, giovedì 10 settembre, il bellariese Silvio Canini insieme ad altri artisti sarà protagonista dell’edizione 2015 di “RImini foto d’autunno”.

Così Silvio è presentato nella pagina del sito dei Musei comunali che riporta l’evento

Silvio Canini immagina di fotografare ciò che non c’è e … lo realizza con precisione estrema. Per lui il mare o la sua idea è una presenza costante e lo porta con sé. E’ come se il suo imperativo fosse: tramandare il mare, raccontare l’orizzonte.

Vi lasciamo alla lettura alla pagina del Museo per una piena descrizione della mostra che raccoglie le opere di ben 11 autori.

Qui vi riportiamo quanto lo stesso Silvio ripropone sulla sua pagina Facebook, invitandoci tutti all’inaugurazione di questo pomeriggio.

 

“Un’anteprima del mio nuovo lavoro “Tu! Cosa cerchi, il mare? Con la prefazione di Massimo Pulini. 

Rimini foto d’autunno
Giovedì 10 settembre 2015 alle ore 18 si inaugura al Museo della Città l’edizione 2015

Il guardo

Bisognerebbe parlare di “guardo escluso” osservando questa sequenza enigmatica di immagini. Si dovrebbe avere la sfrontatezza di chiamare in causa Giacomo Leopardi per quella siepe di rena che si addossa alle città; che è giunta anche nei luoghi più impensabili e remoti, imponendo la presenza di un elemento occulto e di confine.
Davvero qualcosa di essenziale “dell’ultimo orizzonte il guardo esclude” e non ci è dato sapere se siano gli “interminabili spazi e i sovrumani silenzi” a muoversi all’orizzonte, oppure se una ossessiva duna di sabbia a invadere e limitare la nostra visione.
La scelta sistematica ed estrema di Silvio Canini ci presenta davanti a scenari che pur non avendo un sapore postatomico, mostrano l’insinuarsi di elementi primordiali della natura nel perimetro del mondo civile, quasi venissero a porci delle domande.
C’è un’atmosfera dismessa, da fine stagione, da titoli di coda, come se un vento notturno o invernale avesse sospinto il mare, e con esso il pulviscolo sabbioso, fino alle periferie, fin nelle tane degli uomini, nelle loro metropoli.
La mareggiata ci assedia, senza tregua e forse senza alcuna soluzione possibile. Siamo chiamati a convivere con essa, come in altri casi si convive con la guerra.

Massimo Pulini ”

Silvio Canini

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