Il sessantesimo dell’autonomia del nostro Comune: quell’irrefrenabile voglia di crescere

In copertina de Il Nuovo n.2 del 4 marzo del 2016 (in distribuzione oggi) trovate un fotogramma del video proiettato il 28 febbraio scorso durante la serata del Premio Panzini e che, grazie al Nuovo, è ora fruibile in rete qui. Ci hanno colpito l’efficacia e la valenza delle interviste lì contenute, così abbiamo chiesto all’amministrazione di poterlo rendere disponibile a chiunque nel modo più semplice oggi esistente, ovvero mettendolo in rete. Vi consigliamo di guardarlo con attenzione, non solo per il suo valore storico, ma anche per le valenze che assume nel leggere la situazione presente.piazza

Nel video, in soli 12 minuti, si offre una panoramica interessante su come si poté arrivare all’autonomia di Bellaria Igea Marina. Una panoramica efficace, grazie al racconto diretto e ancora intriso di passione, di alcuni tra i protagonisti di allora: Nino Vasini (primo sindaco del neonato comune), Arnaldo  Onofri, Odo Fantini ed Ermanno Morri (nominato delegato del Commissario speciale di Rimini -la cui amministrazione era in quell’anno per l’appunto commissariata- in luogo del precedente delegato comunale). Le parole dei protagonisti, frutto di un’esperienza vissuta secondo diverse sfumature, mettono in luce come l’impresa non fu affatto semplice. taglio del nastroNelle loro parole si evince la forte volontà dei nostri concittadini, decisi nell’ottenere l’autonomia, ma emerge anche una tensione, che per certi aspetti ha accenti di forte attualità, tra l’apparato, il Partito, la “politica” delle burocrazie ed invece il popolo, con le sue richieste semplici e dirette. Semplici ma capaci di costruire un futuro, in barba all’ostruzionismo di Partito.  Allora il grande avversario era il Partito Comunista, alla guida di Rimini, il quale non intendeva dare ascolto alle richieste della gente, manifestate anche tramite consultazione diretta, ma intendeva far valere altri interessi, a metà tra l’ideologia (eravamo un serbatoio di voti per Rimini) e bassi interessi (su questo vedi la pagina su Panzini all’interno del numero cartaceo e qui in pdf). In sostanza, senza il Commissariamento del sindaco Ceccaroni e della sua giunta, senza l’intervento del Commissario straordinario, dotato di ampi poteri, il Comune non sarebbe mai nato. Ci volle uno scossone, pur temporaneo, perché si aprisse lo spazio alla formazione del nostro Comune. Allora il Partito svolse una funzione di freno al libero sviluppo della volontà e delle energie della gente. Oggi la partita è ancora aperta e le dinamiche nei rapporti con la provincia, hanno analogie notevoli. Decreto autonomia dal video del sessantesimo

Ma, al di là della casualità fortunata degli eventi, è interessante riflettere più che non sulla situazione riminese, sulla nostra. Cosa rivelava quella richiesta di autonomia, da parte dei bellariesi, degli igeani e dei bordonchiesi?

Si evince, da immagini e parole, un’energia e una voglia di costruire che è quanto oggi ci occorre.

La situazione non sembra così diversa oggi rispetto allora. Lo abbiamo scritto più volte, dando voce anche a personaggi che, forti di esperienza nazionale ed internazionale, hanno richiamato dalle nostre pagine il seguente concetto: la crisi odierna richiede uno sforzo come quello che fu profuso durante gli anni della ricostruzione.

Roberto Mazzotti Nato a Rimini nel 1951, ha iniziato la sua carriera nel Credito Cooperativo nel 1975 presso la Cassa Rurale ed Artigiana Bellaria Igea Marina (provincia di Rimini), diventandone il Direttore Generale nel 1990, ruolo che ha assunto poi nel 1995, a seguito di un processo di fusione, presso la Banca di Credito Cooperativo Romagna Est (FC). Approda nel 2004 ad Iccrea Holding come Direttore Centrale di Area Mercati. Nel settembre 2006 è stato nominato Vice Direttore Generale di Iccrea Holding, diventandone il Direttore Generale nel maggio del 2008. E' attualmente Consigliere di Amministrazione di Iccrea Banca e di Iccrea BancaImpresa; è Consigliere di Amministrazione dell’ABI.
Roberto Mazzotti

Tra queste voci, vi è quella di Roberto Mazzotti (si veda Il Nuovo n. 10, del 24 ottobre 2013) il quale, peraltro, è stato insignito del Premio Panzini proprio in questa edizione, premio che si è svolto intenzionalmente proprio nella data, 28 febbraio, che ricorda il giorno esatto della consegna delle chiavi della città al Comitato promotore dell’autonomia.

Nel far coincidere il Premio Panzini con la commemorazione del Sessantesimo, vi è l’evidente sforzo di richiamare ai valori fondativi della nostra comunità cittadina. Un’esaltazione del significato del Premio Panzini (un premio che attraverso nomi e volti concreti è una festa per tutta la comunità cittadina), che si avvalora ancor più pensando al peso specifico che ha avuto Panzini nella vicenda dell’autonomia (come ricordano gli intervistati). I valori richiamati sono lontani dall’ideologia e dalla “politica politicante”, ma piuttosto intrisi di senso di responsabilità, voglia di protagonismo, cultura del lavoro. I dialoghi del filmati sono chiari, in questo senso.Panzini dal video dels essantesimo

Attendiamo dunque le prossime date che saranno annunciate per proseguire le celebrazioni del sessantesimo (senza dimenticare che è anche il centodecimo anno della fondazione di Igea), nell’auspicio di poter recuperare lo spirito costruttivo proprio di quel tempo. Sulla stessa lunghezza d’onda si situa il premio di scrittura proposto dall’Accademia panziniana, altra iniziativa che si situa sulla stessa lunghezza d’onda (vedi articolo nelle pagine successive). Il percorso intrapreso, e che è testimoniato dal video, potrà spazzar via dalla nostra storia spiegazioni di maniera e permetterci di riscoprire l’identità della nostra città, quell’identità che nel tempo ci ha fatto crescere e fiorire.

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