Banchetto informativo del movimento 5stelle sui referendum

Riceviamo e pubblichiamo.

COMUNICATO STAMPA MOVIMENTO 5 STELLE

Domenica 10 il movimento 5 stelle sarà in piazza Minzoni vicino all’edicola col gazebo, a vostra disposizione per parlare del referendum NoTRIV del 17 di aprile, per chiarire dubbi e perplessità sul perché è importante andare a votare, soprattutto in un territorio come il nostro, che del mare vive ogni aspetto, dal turismo al pescato.

Alcuni accenni sulle false informazioni girate in questi giorni a favore dell’astensionismo e del no, vorremmo chiarirli sin da ora, c’è chi ha sostenuto che gli impianti verranno realizzati solo oltre le 12 miglia, ma è falso, sarà infatti possibile realizzare impianti di estrazione anche entro le 12 miglia grazie ad una modifica della legge 152/2006 fatta nel 2015.

Alcuni hanno dichiarato che le piattaforme moderne sono a impatto zero ed estremamente sicure, questa affermazione è assurda, infatti sia in fase di ricerca che di costruzione ed estrazione si hanno impatti rilevanti sull’ecosistema, tal strutture possono infatti rilasciare olii, sostanze chimiche e metalli pesanti, sia in caso di estrazione di gas che di greggio, oltre a danni ambientali causati dalle operazioni di raffreddamento del gas, in particolar modo sulla fauna marina, con riduzione del pescato fino al 50%, da non sottovalutare, nella zona dell’Alto Adriatico è il fenomeno della subsidenza. L’estrazione di gas sotto costa, anche se non è l’unica causa di tale fenomeno, resta il principale fenomeno antropico che causa la perdita di volume del sedimento nel sottosuolo generando un abbassamento della superfice topografica con aumento  dell’impatto di mareggiate e piene fluviali, favorendo l’erosione costiera, con perdita di spiaggia ed effetto negativo sulle attività turistiche.

Altra menzogna detta in questi giorni è relativa all’acquisto di energia dall’estero, Il contributo delle attività entro le dodici miglia è pari al 3% dei nostri consumi di gas e meno dell’1% di petrolio che risultano quindi iniqui. Và poi valutato il calo dei consumi in atto: – 22% di gas e -33% di petrolio negli ultimi 10 anni, di conseguenza anche la produzione nazionale si è ridotta del 43%.

E delle famose royalties? Si attivano solo dopo le 50mila tonnellate estratte e sono esenti dal pagamento di aliquote. Delle 26 concessioni produttive nel 2015 solo 9 le pagano.

Inoltre il periodo medio stimato per l’estrazione di petrolio è di circa 2 anni per un prodotto qualitativamente molto scarso di cui buona parte verrebbe utilizzato per la produzione di catrame.

Ma la balla più bella di tutte è quella relativa agli 10mila posti di lavoro persi, sono in totale 13mila gli occupati nel settore estrattivo in Italia tra terra e mare, dentro e fuori le dodici miglia il referendum non chiude le estrazioni in corso, ma blocca la possibilità di nuove concessioni, invece Il ministro Galletti parla  di 10mila posti di lavoro in meno mentre la Filctem Cgili dichiara addirittura che se ne perderebbero 10 mila solo a Ravenna e in Sicilia. Quello che non dicono è che per i motivi citati nel paragrafo precedente il settore è in crisi da tempo, come sostiene Deloitte(società di consulenza), il 35% delle compagnie petrolifere a causa del crollo del prezzo del petrolio è ad alto rischio di fallimento nel 2016.

Mente anche chi sostiene che il settore estrattivo finanzia il settore delle rinnovabili, tutti gli ultimi governi hanno bloccato tale sviluppo sia sul fronte di legiferazione che economico, al 2015 grazie a queste scelte si sono persi 4mila posti di lavoro solo nel settore dell’eolico, 10mila in tutto il settore, ma di questi nessuno ne parla. Si stima che lo sviluppo delle rinnovabili e delle classi di efficienza potrebbero generare 600mila posti di lavoro.

Vi spettiamo quindi domenica dalla mattina in piazza Minzoni per tutelare il nostro mare e i nostri interessi.

MoVimento 5 stelle di Bellaria Igea Marina

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