Un clamore mancato?

Qualche giorno fa, ed esattamente sabato 14 maggio, è apparsa la notizia sui quotidiani locali (La Voce – Il resto del Carlino) relativa a presunti capi d’accusa che graverebbero sul  sindaco di Bellaria Igea Marina ed un membro di maggioranza.

Non possiamo sapere se e come l’iter giudiziario procederà.  Occorrerà semplicemente attendere per valutare (e informare) con cognizione di causa sulla situazione.  Ad oggi, il Sindaco  non ha ricevuto alcun atto ufficiale o ufficioso che avvalli o smentisca quanto avanzato sui media. Di qui il silenzio della maggioranza. Un silenzio che invece non ha caratterizzato la minoranza, in particolare il PD che avanza, sulla base di tali presunti provvedimenti, contenuti di valutazione politica, (come vedremo  in seguito).  Ma torna sulla scena anche Bene Comune, mentre tacciono i Cinque Stelle, che pure sono indicati da entrambi quotidiani come autori dell’esposto in procura. A questo proposito, Danilo Lombardi, da noi interpellato, a fronte della domanda “ma avete avanzato voi l’esposto?” ci ha dato la seguente risposta: “non rilasciamo alcuna dichiarazione”, anzi, a fronte di una discreta insistenza è parso egli stesso preso in contropiede dalle notizie.  Questo lascia aperte tre possibilità: 1) che l’esposto sia semplicemente un atto privato, ovvero avanzato da parte di un singolo cittadino; 2) che sia comunque un atto privato, seppure avanzato -come sostengono i quotidiani- dai cinque stelle presenti in consiglio comunale (ma Lombardi era assente quella sera) , un atto  a cui evidentemente gli stessi non intendevano dare un significato politico ma privatistico – ipotesi del tutto bizzarra, ma non meno di quanto lo sia tutta la situazione per la lettura  che ne è stata data sulla stampa; 3) che tra i 5 Stelle vi siano divisioni interne oppure che la battaglia sia stata cavalcata da altri, a loro insaputa, e ciò li abbia indispettiti alquanto.

Ma questo è solo un fronte delle stranezze del caso.

Non abbiamo pubblicato comunicati e indiscrezioni – come d’altro canto come noi ha fatto anche  Il Corriere di Rimini – varie immediatamente, giacché, come si evince, risultano passibili di numerosi dubbi (nella forma e nella sostanza della comunicazione).

Offriamo qui, invece,  un’analisi dei fatti e degli antefatti, corredata, a  fondo articolo, di ampia documentazione (comunicati dei partiti, delibera, videoregistrazione del Consiglio, ecc.)

Credo sia utile  ripercorrere  i fatti nella loro interezza.  Anche perché una descrizione  anche solo delle delibere in oggetto manca nel dibattito sulla stampa e tra i partiti, fermo alle grida iniziali  ed alle valutazioni politiche (o tutt’al più alle proiezioni giuridiche). Grida che hanno sollevato, al momento, in realtà, ben poco clamore, come lamenta sempre lo stesso PD in un suo secondo comunicato (lo si trova a fondo articolo).

In sostanza, interroghiamoci: di che cosa stiamo parlando? Quale decisione sarebbe oggetto di illecito? Che determinazione avrebbe avuto effettivamente il comportamento del Sindaco e del consigliere Zanotti?

Procediamo in  ordine.

Il Carlino e La Voce pubblicano il 14 maggio  la notizia rispettivamente di un esposto e di un capo d’imputazione (ben più prudente Il Carlino, breve ma spregiudicata nei passaggi La Voce) ai danni di Ceccarelli  e Zanotti.

A tale notizia segue con immediatezza la pubblicazione di un comunicato stampa del PD (vedi a fondo pagina), mentre i grillini, che pure i quotidiani indicano come autori dell’esposto, tacciono. Come vedremo, l’atto in Consiglio comunale indicato come foriero dell’illecito da parte dei due rappresentati di maggioranza era la bocciatura di  un emendamento presentato da Cristian Stacchini ( 5 stelle) in Consiglio comunale. Un ulteriore  giorno dopo – il 17 maggio –  è pubblicato su La Voce   il comunicato di Bene Comune, spedito ai quotidiani.

Entriamo nel merito del contenuto del presunto capo d’imputazione (che nell’ottica dei fatti che ripercorreremo potrebbe benissimo sussistere come non sussistere, senza che cambi il quadro che andremo a descrivere). Si tratta di un emendamento ad una delibera, discussa durante il Consiglio comunale dello scorso anno – 12 maggio 2015 -, che porta il seguente oggetto: “INDIRIZZI IN MERITO ALL’AFFIDAMENTO DI AREE DI ARENILE COMUNALE E DEMANIALE MARITTIMO IN ATTUAZIONE AL “PIANO DELL’ARENILE”.

Il conflitto di interessi che viene denunciato sarebbe innescato da una delibera (più precisamente da un emendamento alla delibera, come vedremo) che indica “indirizzi”, ovvero tale da dare linee guida, mentre non entra nel merito di specifiche assegnazioni.  Abbiamo qui una ulteriore “stranezza” di tutta la vicenda.  Secondo la giurisprudenza, il veto dato per conflitto di interessi scatta nel caso di diretta implicazione dell’amministratore con il testo della delibera.  Riportiamo l’art. 78, comma 2 del Testo Unico degli Enti Locali.

Art. 78, comma2. Gli amministratori di cui all’articolo 77, comma 2, devono astenersi dal prendere parte alla discussione ed alla votazione di delibere riguardanti interessi propri o di loro parenti o affini sino al quarto grado. L’obbligo di astensione non si applica ai provvedimenti normativi o di carattere generale, quali i piani urbanistici, se non nei casi in cui sussista una correlazione immediata e diretta fra il contenuto della deliberazione e specifici interessi dell’amministratore o di parenti o affini fino al quarto grado”.

Il caso di veto dunque sussiste se si ha una correlazione immediata e diretta tra contenuto della delibera e situazione dell’amministratore, cosa che non si pone nel caso di delibere di indirizzo politico, ma semmai nelle successive, che entrano nel merito di casi specifici.

Secondo le indiscrezioni a mezzo stampa l’esposto farebbe leva  sul fatto che  familiari del sindaco possiedono un chiosco, seppur non nella zona interessata (porto turistico), bensì in un’area adiacente, mentre la Zanotti al momento della delibera possedeva un’attività nella zona interessata, che peraltro ora non possiede più. Ma il fatto rilevante è che la delibera non assegna nulla, offre semplici indirizzi e così pure l’emendamento.

Diventa a questo punto decisamente interessante andare a vedere  cosa sostiene esattamente l’emendamento del grillino Stacchini.

Come potete ascoltare dalla videoregistrazione (il link rimanda alle registrazioni, poi cercare il consiglio del 12 -05 – 21015) al momento conteggiato come 2 ore e 28 minuti e poi ribadito a 2 ore e 34 minuti, si trattava di aggiungere alla delibera la parte che qui riproduciamo in rosso:

“…CONSTATATO che tale indirizzo comporta altresì la necessità di rivedere la destinazione delle aree demaniali marittime che rimangano così escluse dal nuovo Porto Turistico, riconducendo queste alla originaria funzione balneare e/o turistico ricreativo;  ….” 

La proposta di Stacchini era quella di aggiungere la formula in rosso (e/o turistico ricreativo).

L’emendamento, presentato direttamente in Consiglio comunale, come da prassi ha richiesto il parere di legittimità del tecnico, ovvero dell’ing. Bonito che così si esprime (si veda la registrazione sempre al conteggio pari a 2 ore e 34 minuti circa):

“L’emendamento è tecnicamente accoglibile; ravvedo però il fatto che pare privo di senso, perché l’area che viene definita attraverso il riposizionamento della diga foranea,e quindi di tutto il Porto turistico, ha attualmente esclusivamente una funzione balneare, di ombreggio, di stabilimento balneare. Possiamo comunque considerare tecnicamente ammissibile l’emendamento anche se di fatto appare privo di sostanza”.

Dunque stiamo parlando di un emendamento presentato al momento e di cui il tecnico presente in Consiglio valuta la rilevanza quale priva di senso, essendo tra l’altro  tale dicitura già presente nella delibera in altro punto (comma 7 di pagina 6). Ovvero quelle parole non aggiungerebbero e non toglierebbero nulla. Riportiamo il passaggio, “7. Di demandare in particolare ai competenti Uffici comunali l’attivazione di ogni adempimento e la predisposizione di idonee misure e procedimenti tesi ad introdurre la nuova conformazione del Porto Turistico, per come descritta in premessa, all’interno dei vigenti strumenti urbanistici (PSC-RUE) come pure, nelle more dei procedimenti di ridelimitazione di cui sopra, l’individuazione ulteriori lotti riguardanti le attività balneari che, in ragione del più proficuo e funzionale utilizzo dell’arenile esterno alla diga foranea, possano essere provvisoriamente assegnati in concessione per finalità turistico-ricreative”.

Ma come  andarono quelle votazioni? Era determinante il voto dei due amministratori, così da costringerli a rimanere in aula?

Ebbene l’emendamento è stato bocciato con 15 voti contrari e 1 voto a favore (quello del proponente), dunque con i voti contrari anche della minoranza PD.

D’altro canto l’intera delibera, nel suo impianto generale, è stata successivamente approvata con il seguente risultato: 11 voti a favore, 4 contrari (PD) e 1 astenuto (5Stelle).

Si tratta del consiglio comunale del 12 maggio 2015  e, come si diceva, la delibera presenta un quadro di indirizzi ampio e articolato (potete leggerla cliccando il link), relativo all’annosa problematica riferita alle concessioni, resa calda dalla direttiva europea Bolkestein, la quale costringe come sappiamo ad assegnare mediante  evidenza pubblica le attività concesse da enti pubblici (ed anche quindi le zone balneari). Si tratta, in sostanza, di un provvedimento  relativo non a situazioni particolari (come potrebbe invece erroneamente  desumersi da quanto scritto dalla stampa, leggendo tra le righe ciò che non è espresso ma lasciato intendere nel contesto) ma di indirizzo, di scelta politica su come procedere di fronte ad un assai dibattuto problema a tutt’oggi aperto e rispetto a cui il Comune di Bellaria Igea Marina ha preso la decisione di non attendere proroghe, bensì di legiferare utilizzando anche lo strumento del piano spiaggia (su questo abbiamo ampiamente scritto proprio lo scorso anno su Il Nuovo).

A tale delibera sono seguite ulteriori deliberazioni, tali da entrare nello specifico, rispetto alle quali gli interessati, anche su indicazione degli uffici, si sono astenuti.

Dunque stiamo parlando di un emendamento che è passato in sordina, con una votazione che non ha raccolto alcun consenso, salvo quello di chi l’ha presentato (senza il sostegno, e neppure l’astensione, ma la contrarietà  delle rimanenti minoranze). Qualora Ceccarelli  e Zanotti fossero usciti dall’aula la delibera sarebbe stata comunque approvata e l’emendamento sarebbe stato comunque bocciato. Un emendamento per giunta dichiarato dal tecnico privo di significato e che, dicevamo prima, risulta relativo ad una delibera di indirizzi, e dunque, secondo la giurisprudenza, di per sé tale da non implicare casi di incompatibilità.

Occorre aggiungere un’altra considerazione. Non risulta che vi siano state successivamente a quel dibattito e voto rimostranze in Consiglio comunale attraverso comunicazioni alla Presidenza o al Sindaco, o altri organi di commissione, per una eventuale irregolarità. Qualora l’esposto sia realmente stato avanzato dai 5 Stelle alla magistratura, come sostenuto dai quotidiani, si sarebbe omesso un passaggio entro l’organo che ha il compito specifico di  operare il controllo democratico degli atti amministrativi. I consiglieri, anziché di denunciare l’irregolarità all’interno del Consiglio, invece avrebbero preferito rivolgersi (svilendo il loro stesso compito per cui sono stati eletti) alla magistratura. Insomma, ci si sarebbe aspettati un appello agli organi specifici del Consiglio comunale, in primis al Presidente che è garante delle procedure del Consiglio stesso. A meno che l’esposto non sia stato presentato affatto dai 5 stelle ma da un semplice cittadino. Il che cambia del tutto gli scenari (ovviamente chiunque può presentare esposti a chi governa, assumendosene la responsabilità).

In ogni caso, il tempo chiarirà quanto, di quello dichiarato a stampa, sia corretto e che connotati realmente abbia.

Ma passiamo ad analizzare le prese di posizione politiche ed esattamente quella del PD e quella di Bene Comune, come si diceva subito pronti ad intervenire sul caso (mentre si registra il silenzio politico dei 5Stelle).

Il PD (vedi sempre comunicati a fondo pagina, ora analizziamo il primo), dopo una premessa garantista, afferma la sua preoccupazione per le sorti del paese per una presunta oggettiva debolezza del sindaco, attestata dalle notizie in oggetto, e a causa delle dimissioni di Umberto Morri quale presidente di Verdeblu, a ridosso dell’estate. Una preoccupazione per una Bellaria Igea Marina in empasse a ridosso dell’estate.  Tuttavia, se per il  “caso emendamento” abbiamo già dato abbondanti elementi sopra, per la situazione in Verdeblu ci risulta che le elezioni  fossero previste già anno scorso e che Morri sia stato eletto presidente, accogliendo l’incarico ma con la richiesta di non protrarlo oltre un anno. Ora, dopo l’approvazione del bilancio, si giunge all’elezione di un nuovo presidente secondo gli accordi. Nulla di particolarmente rilevante ma ordinaria amministrazione.

Il secondo comunicato, dove si lamenta un “silenzio assordante” nel paese  (“Le ultime notizie apparse sulla stampa sembrano come svanite nel vuoto”), di fatto confessano l’attesa da parte del PD di un impatto mediatico della notizia dell’esposto -e delle dimissioni di Morri- che invece è venuto a mancare. Probabilmente per l’inconsistenza di tutta la lettura della vicenda che ne è stata data.  Un’attesa forse davvero inopportuna, se si pensa che in altre situazioni, vedi Rimini, il candidato sindaco attualmente in corsa per il PD,  dato peraltro come  sicuramente rieletto da tutti gli osservatori, ha sulle spalle pendenze clamorose in merito al tema dell’aeroporto.

Bene Comune, la lista, che come sappiamo non ha rappresentanza in Consiglio comunale non avendo avuto i necessari consensi,   scrive che lo sapevano già che il Sindaco, in quanto uomo di turismo non poteva fare il sindaco giacché incompatibile con la politica del paese. Scusate l’estrema sintesi, ma la sostanza è questa, come esplicitato in questo passo, “l’inopportunità per il sindaco di assumere decisioni importanti e rilevanti per un possibile conflitto di interessi dello stesso primo cittadino, che come è noto è un operatore turistico”.  Espressioni gravi che vanno a delineare un’idea di politica a dir poco preoccupante. Fosse vero quanto affermato da Bene Comune, sarebbero escluse dal dibattito politico (giacché di una delibera di indirizzo politico qui si tratta, come si desume dall’oggetto della stessa) intere categorie di cittadini solo in nome della loro appartenenza sociale a questa o quella classe economica. Un curioso “razzismo politico”, che richiama foschi scenari, tinti di rosso sangue (vogliamo ricordare i Kulaki -piccoli possidenti terrieri – sterminati prima da Lenin e da Stalin perché incompatibili con la società socialista? Oppure, per il medesimo motivo gli eccidi di Pol Pot nei confronti di chi aveva avuto un qualsivoglia contatto con il mondo occidentale?).  Chi rimarrebbe in fin dei conti legittimato a fare politica secondo questa posizione? Una presunta classe di “puri”, privi di interessi sul paese, che non esiste o che si riduce a professionisti della politica disincarnati dalla città. Un esempio di neo giacobinismo decisamente discutibile.

Come si vede il dibattito assume toni ben differenti da quanto adombrato da semplicistiche notizie dei quotidiani e da altrettanto semplicistici comunicati, forse andati a traino di qualche fuga in avanti tutta da decifrare.

Il nostro intento qui è stato quello di offrire elementi oggettivi e radicati in dati verificabili da tutti, per intendere la situazione in oggetto.

Attendiamo di poter apprendere gli sviluppi, qualunque essi siano, della situazione. Una situazione che a tutt’oggi vive sui giornali e di cui torneremo volentieri a parlare quando prenderà vita propria nei modi che la magistratura intenderà darle e secondo esiti che, purtroppo, non potranno essere brevi.

Segue qui  la necessaria documentazione per comprendere i fatti 


LA REGISTRAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE


LA DELIBERA 


I COMUNICATI STAMPA

Comunicato stampa del PD del 14 maggio 2015

Siamo veramente preoccupati.
La situazione è oggettivamente grave.
In un momento di grande difficoltà con i sigilli ad attività commerciali sulla spiaggia del nostro comune, quest’avviso di garanzia si inserisce in un momento di estrema delicatezza ed indebolisce la figura del Sindaco.
Siamo all’inizio della stagione estiva e come forza politica responsabile e di governo, pur contestando l’operato di questa amministrazione che proprio sulla spiaggia ha dimostrato la sua incapacità di amministrare, non possiamo che farci carico delle preoccupazione degli operatori turistici.
La magistratura, ovviamente, deve fare il suo corso e non ci si può sostituire ad essa anticipando sentenze ma ci chiediamo con quale forza il primo cittadino potrà affrontare i prossimi impegni e le sfide che sono in campo.
Già prima dell’avviso di garanzia la situazione era preoccupante vista la lentezza con cui sta procedendo il progetto del villaggio eventi, ex polo est, dove a pochi giorni dall’inizio della stagione estiva, ancora non si hanno notizie rassicuranti di cosa si concretizzerà su quest’area, l’unica certezza è la demolizione delle precedenti strutture.
In questo quadro desolante non possiamo che registrare inoltre le dimissioni del presidente Morri dalla Fondazione Verdeblu che come tutti sappiamo riveste un ruolo determinante nella programmazione degli eventi turistici.
Come minoranza siamo estremamente preoccuparci per questo concatenarsi di eventi che possono avere ripercussioni fortemente negative sul nostro sistema economico locale.

Partito Democratico / Bellaria Igea Marina


Secondo comunicato del PD del 16 maggio 2015

Silenzio Incomprensibile
Le ultime notizie apparse sulla stampa sembrano come svanite nel vuoto come se quanto sta succedendo non abbia importanza alcuna per il nostro territorio che si sta preparando alla prossima stagione estiva.
Come Partito Democratico abbiamo espresso preoccupazione senza
esasperare politicamente questa situazione di oggettiva difficoltà.
Sembra del tutto incomprensibile il silenzio della maggioranza di
destra che ha la responsabilità di governo del nostro Comune.
Ci chiediamo se è mai possibile, che vista la situazione così
complicata, si possa mai tacere circa le sorti del cuore propulsivo
del nostro turismo estivo.
Per quanto riguarda il possibile interessamento della magistratura
circa l’operato del Sindaco, pur ribadendo che un avviso di garanzia
non rappresenta certo una condanna, riteniamo doveroso che sia resa chiarezza circa questa situazione.

 Partito Democratico / Bellaria Igea Marina

COMUNICATO  STAMPA DI BENE COMUNE    — Si veda qui —

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