Il nostro Comune, nato contro l’arroganza della politica

Come abbiamo già ampiamente descritto nel numero 2 del Nuovo, del 4 marzo 2016, (vedi direttamente l’articolo qui) Bellaria Igea Marina vive quest’anno il suo sessantesimo compleanno. Un compleanno celebrato in varie forme e secondo appuntamenti tra i più vari.

All’interno di uno degli eventi passati, precisamente durante il Premio Panzini, è stato di particolare interesse il filmato contenente le testimonianze dei protagonisti di allora, filmato che ora è fruibile sul nostro sito

In particolare nel video viene messo in luce da più voci il ruolo decisivo del Commissario straordinario Renato Schiavo.

Noi de Il Nuovo avevamo già raccontato alcune delle analisi svolte dai personaggi intervistati. In particolare, ricalca gli stessi contenuti l’intervista di Claudio Monti a Odo Fantini, la cui prima parte la potete fu pubblicata sul Nuovo n. 3  del 3 febbraio 2005, (potete leggerla più comodamente qui). Odo Fantini, sindaco in forza al Partito Comunista,  già allora, anticipava alcune delle considerazioni che oggi emergono con ulteriore chiarezza.  In particolare il ruolo del Commissario straordinario Renato Schiavo di cui parleremo tra poco.

In questo articolo, vogliamo andare a fondo di quelle vicende, con il delegato scelto dal Commissario per Bellaria Igea Marina. Si tratta di Ermanno Morri. Ermanno è un vero e proprio archivio vivente, pieno di fogli, foglietti e ritagli di giornali (che sono stati anche raccolti in una pubblicazione dal titolo Ritagli di Bellaria, edizioni Con-Fine), ma ritagli di bellariaanche denso di vividi ricordi personali.

Egli stesso è un pezzo di quella storia di Bellaria Igea Marina che non si può non conoscere. Storico militante della Democrazia Cristiana, primo presidente dell’Azienda di soggiorno, ma ancor prima, come si diceva, delegato del Commissario straordinario. Lo abbiamo intervistato e si parte subito con qualche battuta polemica.

Ermanno, si torna a parlare della nascita del Comune di Bellaria Igea Marina…

In tanti hanno scritto, ma talvolta si fanno imprecisioni e modifiche rispetto a quanto è avvenuto. Sono situazioni che poi non corrispondono al vero e a volte sembrano dettagli ma occorre essere precisi.Ermanno Morri_0659

Ad esempio?

Qualche tempo fa è stato scritto che nacque nel ’56 il Comune di Bellaria Igea Marina, estrapolato da Rimini con le località di Bellaria, Igea, Bordonchio e Cagnona. Ma è sbagliato, confonde. Nel documento del 28 febbraio 1956 che istituisce il Comune autonomo, la Cagnona non è citata. Si indica Bellaria come riferimento del territorio di qua dell’Uso. Basta leggere il Decreto del Presidente della Repubblica per verificarlo. Perché aggiungere una distinzione che non c’è? La verità storica deve venire prima di qualsiasi altra considerazione. E ci sono questioni ben più rilevanti. Si prenda anche la tanto discussa vicenda del nome…

Bellaria Igea Marina ?

Esatto. La diversità tra le due sponde dell’Uso è un problema ancora oggi vivo, anche se molto meno avvertito di allora. Si è discusso sul trattino che divide il nome, inizialmente presente poi scomparso. Ma sulla stessa presenza del nome Igea Marina c’è un giallo.

Ovvero?

Sì, perché una volta che la Provincia disse sì, il Comitato andò a Forlì a portare tutti i documenti al Prefetto per inoltrarli al Ministero degli Interni e, prima di salire lo scalone della Prefettura, salta su uno di Igea che dice “che nome gli mettiamo?”. E alcuni rispondono convinti,  “Bellaria!”. E lui “Ah no!  Noi non ci stiamo. Non presentate i documenti che se non c’è anche Igea, non si fa niente”.  E ha fatto mettere anche Igea. È un episodio, che mi hanno raccontato. Quel che c’è di sicuramente vero è che non è stato affatto scontato nulla fino alla fine e c’erano diversità di vedute tra Igea e Bellaria.

Quindi senza questa “impuntatura”, o comunque insistenza, degli igeani, il nuovo Comune si sarebbe chiamato semplicemente  “Bellaria”?

Esatto. Ma c’era anche chi, come Pasquini, scrittore, storico e pittore di Rimini, grande amico di Panzini, in un lungo articolo sul Carlino sosteneva che il nuovo Comune dovesse chiamarsi “Bellaria – Panzini”. In quell’articolo tra l’altro  già ipotizzava Rimini come Provincia. E lui lo diceva  perchè Panzini, negli anni precedenti, aveva tifato molto per Bellaria, la amava profondamente.

19560229-articolo-pasquini-su-bellaria

Ma torniamo a quei momenti in cui divenne realmente possibile l’autonomia e al tuo ruolo…

Bisogna fare una premessa. Bisogna anche capire perché il Comune di Rimini era stato commissariato…   Sarò sgarbato ma voglio dire proprio a premessa una cosa che mi ripeteva sempre Tonino Pironi, che fu grande amico e il primo segretario della Dc bellariese. Lui mi ripeteva sempre, “ascolta bene quel che dicono i comunisti …, e poi fa il contrario!”.

Cosa c’entra questo?

Beh, diciamo nulla. Però adesso racconto quel che allora accadde. Poi ognuno tiri le sue somme. Il Sindaco di Rimini Ceccaroni era stato sollevato dal suo incarico perché aveva commesso irregolarità, relative alle elezioni (vedi approfondimenti qui). Avevamo votato, come Comune di Rimini allora comprendente Bellaria Igea Marina, nel maggio  di quell’anno, il 1954, e a novembre ci sono state le elezioni a S.Arcangelo. Numerosi comunisti, in combina con il partito, presero la residenza a S.Arcangelo, così a novembre potevano votare anche di là. In pratica votarono due volte! Non ricordo bene come finì legalmente, ma la cosa venne scoperta e l’amministrazione di Rimini commissariata. Il prefetto indagò, esaminò i documenti e commissariò Ceccaroni.

walterceccaroni_rimini

E questo ballottino lo fece il Partito Comunista …

Eh sì. Si sentivano padroni. Basti pensare che a Riccione, per fare un esempio, il rapporto tra votanti del PCI e popolazione era il più alto in Europa. Erano una potenza e questo portava loro a pensare di poter fare quello che si voleva.

Ma quindi Rimini venne commissariata.  Nel video tutti voi, anche i sindaci di fede comunista protagonisti di quegli eventi, concordate che questo fu un passaggio determinante. Ma quando entri in gioco direttamente tu?

Sì fu determinante. Il Partito Comunista di Rimini non voleva in alcun modo concedere l’autonomia. Oltre ad essere un litorale di 7 km di spiaggia, dunque prezioso, Bellaria Igea Marina era una riserva di voti importante per il PCI di Rimini, dove invece nelle elezioni del ’56 si arrivò al pareggio con la Dc.

Io entro in scena quando il delegato comunale di Rimini a Bellaria decadde insieme a tutta l’amministrazione riminese. La delegazione comunale a Bellaria era stata istituita intorno all’anno ‘40. Prima non vi era nemmeno quello! Era una sorta di distaccamento del Comune di Rimini nella figura del delegato comunale. Caduta l’amministrazione, cadde anche il delegato.

Qual era il ruolo del delegato?

Doveva coprire i servizi di anagrafe e i servizi più elementari. Ricavarono questo spazio dove c’erano le scuole, dove adesso c’è la Biblioteca. Se ricordo bene il primo delegato fu il dott. Giuseppe Olivi. La delegazione riguardava il territorio di Bordonchio e Igea, oltre che Bellaria.

Torniamo al prefetto e al commissariamento di Rimini.

Il prefetto, dopo aver indagato e viste le effettive irregolarità, ha inviato il Commissario straordinario. Non il commissario prefettizio, che interviene per questioni più lievi, ma il Commissario straordinario, che ha pieni poteri. In sostanza può disporre totalmente della situazione. In particolare può disporre sul personale amministrativo. E così, dopo aver chiesto informazioni mi nominò suo delegato per Bellaria, Igea e Bordonchio.  Divenni così delegato commissariale.

Chi era il commissario straordinario?

Si chiamava Renato Schiavo, ottima persona.

Quando fosti nominato?

Fui nominato con una lettera, che mi sorprese non poco, agli inizi del ’55 e sono rimasto fino alla costituzione del Comune autonomo. Stabilii un orario e ricevevo le persone.

19550110 conferimento delega a morri

Io non avevo poteri, ma dovevo far presente le necessità del territorio. Se c’era la neve chiedere i mezzi, oppure segnalare la necessità di un lampeggiatore agli incroci (allora non vi era neppure una semaforo a Bellaria Igea Marina), fino ad arrivare alle necessità delle persone.

Alcuni esempi di interventi che ricordi?

Non si poteva chiedere tanto, il Commissario doveva riassestare anche il bilancio a Rimini. Comunque, venivano in tanti. Chi aveva subito una multa, chi gli era stato tolto il posto in pescheria, e poi ricordo due agricoltori, una coppia, che volevano divorziare. Ed io pensai, “ma che ci posso fare io!”. E poi l’interessamento a Panzini fa parte dell’università di Upsala.

morri lettera da Upsala_0650

morri lettera da Upsala_0651

Parlacene.

Proprio in quei mesi ricevetti una lettera da un docente dell’università di Upsala in Svezia, in quanto inq uell’anno accademico avrebbero fatto un corso su Panzini. A loro era ben noto che Panzini viveva e amava Bellaria e così mi scrisse per avere notizie piu fresche e vive sul letterato italiano. Io gli mandai un’ampia documentazione.

Ma come mai sei stato scelto tu?  E cosa hai pensato al momento della nomina?

Non so come venne fatta la scelta. Essendo plenipotenziario, Schiavo poteva operare in piena libertà ed anche libero dalle logiche del Partito Comunista, che a Rimini polemizzò non poco contro di lui. Immagino abbia raccolto informazioni. Ricevetti la lettera di convocazione e andai. Nella lettera si specificava che non vi erano oneri per l’amministrazione. In sostanza si lavorava gratis. Mi ricordo quando mi insediai, in una stanza ben preparata nella delegazione. Ma soprattutto ricordo quello che mi disse mia madre. Io ero ancora abbastanza giovane, avevo 26 anni. Lei era maestra e fu la prima insegnante bellariese di Bellaria. Lei mi richiamava all’onestà, a trattare tutti con equità e poi diceva, “ricorda che i soldi pubblici sono i soldi di quelli che faticano e sudano.” Voleva dire che sono sacri, che non è lecito sciuparli o peggio impossessarsene. D’altro canto, l’incarico era senza oneri per lo Stato… Però avevo diritto alla corriera gratis su tutte le linee della Provincia! La macchina non c’era e si prendevano le corriere della SITA. Per andare in prefettura se ne andava via un giorno. Per andare a Roma era una traversata oceanica!

morri elogio del prefetto

E così al 28 febbraio si arriva al Decreto presidenziale. E poi nei giorni successivi?

Il Commissario Schiavo continuò ad operare fino a maggio 1956, quando vi furono le elezioni e si insediò la giunta, con sindaco Nino Vasini.

piazza

Che cosa ti rimane di quell’esperienza?

Non fu solo quella esperienza, ma è tutta una vita… Io amo il mio paese. Voglio proprio bene a Bellaria Igea Marina. Anche oggi, alla mia età, partecipo a tutto quanto succede, incontri, iniziative. È la mia gente, la mia terra, la mia vita. Farei tutto per Bellaria Igea Marina. La cerimonia di conferimento dell’automa fu un momento di grandissima commozione per tutti. Dobbiamo essere grati alla storia di questi sessant’anni.

Nella foto Ermanno Morri illustra la situazione della spiaggia. Ad ascoltarlo Benigno Zaccagnini.
Nella foto Ermanno Morri illustra la situazione della spiaggia. Ad ascoltarlo Benigno Zaccagnini.

La tua opinione su quanto hai letto può essere preziosa! Scrivi qui!