Rimini 1948 – 1956: anni da Guerra fredda

Integrazioni per l’intervista ad Ermanno Morri pubblicata su Il Nuovo (vedi qui)

Ceccaroni, eletto sindaco di Rimini, venne commissariato il 29 novembre 1954. Era la seconda volta che accadeva. Lo stesso Ceccaroni fu commissariato anche nel 1948. Walter Ceccaroni, i cui scritti, articoli e comizi, vennero raccolti in più di una pubblicazione (si veda qui), governò Rimini, sempre a guida del PCI, per numerose legislature, fino agli anni ‘70.

Ovviamente il suo punto di vista è ben diverso da quello di Morri. Vi sarebbe stato un complotto dei “clerico-agrari” contro la volontà popolare interpretata dai comunisti. In questo complotto consisteva (vedi anche l’opuscolo edito dal PCI dal titolo “Rimini, Scelba e i monopoli”) la ragione dei due commissariamenti. Ma, più ampiamente, così viene scritto in Storia e futuro, febbraio 2011: “Le motivazioni che accusano la giunta sono di natura amministrativa e riguardano delle anomalie nell’applicazione dell’imposta di consumo e di quelle di famiglia oltre che nelle attività di assistenza ai poveri. (…) Qualche settimana più tardi Mario Soldati viene rimosso dalla carica di segretario di federazione, a seguito della pubblicazione di un opuscolo redatto per la campagna di tesseramento del partito. La federazione riminese rimane così senza segretario fino al 28 luglio del 1955 (…)”.  Insomma fu un bel terremoto.

Occorre anche rilevare che nel maggio del 1956 si tennero nuove elezioni: la Dc ebbe la maggioranza relativa, mentre i due schieramenti opposti ottennero un pareggio: 20 seggi a testa in Consiglio (e Rimini aveva appena perso la riserva di voti comunisti bellariesi!). Un pareggio che rese necessarie ulteriori elezioni e prolungò il periodo di Commissariamento fino alla fine degli anni ’50.

Peraltro, dapprima – novembre ‘54 – fu commissariato Ceccaroni, ma poi a dicembre l’intero Consiglio comunale, ed ecco spiegata la presenza di un Commissario straordinario che prese in toto, come ribadisce con forza Ermanno Morri, le funzioni amministrative, non limitandosi all’ordinaria amministrazione. In questo suo potere, sganciato dalle dinamiche del riminese, in particolare del PCI riminese, si trova la ragione concreta che permise a Bellaria Igea Marina di ottenere finalmente l’autonomia.

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